Non c’è comunicazione senza pubblicità. E viceversa.

Difficile stabilire quando la pubblicità sia nata. La promozione di attività, di beni e servizi nasce probabilmente con l’uomo, e fin dall’antichità le insegne sulle botteghe degli artigiani e le frasi urlate da venditori ambulanti ne rappresentano un esempio. E’ tuttavia con la nascita della stampa che si consolida un mercato destinato a espandersi e a diventare indispensabile nel settore dell’informazione. Già nel 1863 Attilio Manzoni fondò la prima concessionaria, che al concetto di pubblicità seppe affiancare quello di creatività. Il sentiero era dunque tracciato, e nel corso dei decenni è riuscito con eccellenti risultati a innestarsi sui diversi strumenti[…]

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L’immagine è la notizia

Siamo diventati onnivori dell’informazione. Rapidi, troppo rapidi nella lettura, veloci nello scorrere le news da cui ci sentiamo bombardati, siamo distratti, stressati, sempre occupati. E – come l’eterno dilemma tra l’uovo e la gallina – chissà se il mondo dell’informazione ha escogitato il sistema per “difendersi” o si è solo “adattato” ai suoi nuovi lettori. Il risultato non cambia: la fotografia è diventata la nuova modalità per comunicare una notizia. Che, non più o non solo, correda e arricchisce una news, ma addirittura la sostituisce. Un tempo sarebbe stato sufficiente indicare tale scelta come Fotonotizia, un concetto sicuramente non nuovo,[…]

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Quando a fare notizia è una falsa notizia

Alcuni le definiscono una specie di “virus”, che si insinuano sui canali di comunicazione (tutti, nessun escluso) e creano un’informazione parallela, distorta, ingannevole, per fini politici o economici. Sono le fake news, le false notizie, che – sebbene siano presenti dai tempi della trasmissione orale – oggi s’innestano con maggiore facilità su web e social, diffondendosi in pochissimo tempo e moltiplicando all’infinito gli utenti raggiunti. A voler fare qualche esempio pescando nel mare magnum delle fake news, ci sono casi che sicuramente hanno “fatto scuola” sul tema: Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, è stata (è) vittima di una[…]

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Come parlano i giovani sui social

In principio furono gli SMS, nel 1993. Fu poi la volta di Messenger nel 1999, di My Space e Skype nel 2003. Nel 2004 nasce Facebook, destinato dopo 15 anni a colonizzare pc, smartphone e giornate di milioni di utenti. E ancora Twitter, Instagram, Pinterest. E’ la breve storia dei social network, dalla fase embrionale alle più complesse versioni moderne, che cambiano non soltanto i concetti di distanza e simultaneità, ma trasformano i rapporti, le modalità di approccio, gli scambi interpersonali, i focus degli incontri, le modalità comunicazionali. Il linguaggio. Quello dei giovani naturalmente, di allora come di oggi. Le[…]

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L’online non ha celebrato i funerali della carta stampata

L’online non ha celebrato i funerali della carta stampata. E non lo farà.

«Se la storia del libro ci insegna qualcosa, è che i nuovi media non rimpiazzano quelli precedenti». Basterebbe questa semplice dichiarazione dello storico Robert Darnton a spazzare via ogni dubbio di fronte alla profezia di Philip Meyer nella sua più famosa opera “The vanishing newspaper” : «Il primo trimestre del 2043 sarà il momento in cui l’ultimo, esausto lettore getterà via l’ultimo, raggrinzito quotidiano». Eppure il dibattito resta aperto da anni, a smentire l’una o l’altra tesi e senza mai arrivare a una definitiva e convincente risposta. Ha provato a mettere un punto  il confronto organizzato a Torino dalla Stampa in occasione[…]

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