Analisi del media - Data Stampa

Può l’analisi dei media prevedere la reputazione di un’azienda?

Il grado di influenza dei media sull’opinione pubblica è una cosa risaputa, certamente oggi esistono i blogger, i social influencer, ma la stampa è sempre la stampa.

I professionisti della comunicazione sanno quanto questa può essere influente, a giudicare da quanto lavoro dedicano alle attività di relazioni con i media rispetto ad altre mansioni.

Ma per misurare tale influenza, tale impatto, come si può fare?

A supporto degli uffici stampa vengono incontro le analisi dei media, le quali tramite l’utilizzo di complessi sistemi mix uomo-macchina, evidenziano il legame tra la copertura mediatica e la reputazione.

Tali studi hanno lo scopo di delineare un quadro della presenza mediatica di un’azienda fornendo feedback tali da permettere di correggere o consolidare le attività di comunicazione, ottimizzando così l’investimento relazionale generato a favore della reputazione.

Le metriche utilizzate possono essere di vario tipo, sia quantitativo che qualitativo.

Noi a Data Stampa utilizziamo tre particolari indicatori di performance (KPI).

COPERTURA

E’ il computo delle notizie dedicate, ponderato con l’analisi del sentiment, che determinando il tono della notizia (positività, neutralità o negatività) ne identifica la natura.
Nell’esame viene valutato il criterio utilizzato dal giornalista nel dare la notizia e il modo in cui la comunica, considerando le scelte lessicali e stilistiche, dall’aggettivazione agli accostamenti semantici, dall’incisività di attacco e chiusura, alla presentazione di testimonianze pro o contro.
Un contributo nella divulgazione mediatica viene dato positivamente dalle notizie favorevoli (contenenti apprezzamenti esplicitamente o indirettamente espressi) e/o da quelle informative (che non contengono alcuna opinione espressa dal giornalista perché si concentrano sulla descrizione del fatto), negativamente dai pezzi giornalistici contenenti messaggi chiaramente o velatamente critici.

VISIBILITÀ

E’ la quantificazione dell’esposizione mediatica, il potenziale pubblico della notizia, basata sui dati di readership (stampa), audience (radiotelevisione) e traffico (web).
I dati vengono ponderati con l’analisi del sentiment per ottenere se positivo o informativo un ritorno di immagine favorevole, oppure se critico un ritorno reputazionale negativo.
Il dato positivo e quello negativo vengono sommati in valori assoluti per restituire il valore complessivo di visibilità.

VALORE PUBBLICITARIO

E’ il peso economico della rassegna offline, basato sulla proporzione tra dimensione spaziale e temporale delle notizie con i moduli e le tariffe pubblicitarie standard.
Questo è poi ponderato con l’analisi del sentiment per ottenere se positivo o informativo un valore equiparabile a una campagna promozionale, oppure se critico l’equivalente di una campagna denigratoria.
Il valore pubblicitario complessivo è il risultato della sottrazione algebrica del valore negativo (danno di immagine) da quello positivo (ritorno di investimento).

Queste metriche permettono di comprendere l’attuale situazione della reputazione aziendale, e confrontando i dati con quelli delle serie storiche, ovvero delle analisi precedenti, anche di effettuare dei calcoli predittivi, basati sia sulla statistica, che sia sulla professionalità ed esperienza acquisita.