“POUPÉE DE MODE” E “CORRIERE DELLE DAME”: QUANDO IL GIORNALISMO S’INTERESSA DI MODA

Una moda che non raggiunge le strade non è moda”. A dirlo fu Coco Chanel, e chiaramente si riferiva alla necessità di rendere la moda, il bel vestire, il buon gusto, l’amore per l’estetica appannaggio della gente comune.

Evidentemente, però, il concetto non era oscuro a chi decise che di moda il popolo avrebbe dovuto anche leggere e parlare, al di fuori dei salotti e delle sale da the.  A chi “s’inventò” che neppure i giornali potevano esimersi dal portare “per le strade” la moda.

Il giornalismo di moda in Italia nacque nel Settecento sulla scia di quello francese, inizialmente favorito dalla diffusione della cultura e della moda nelle fasce elitarie della società. In Francia, la carta stampata era già riuscita a sostituire, nel XVIII secolo, le diffusissime “poupée de mode”, le bambole abbigliate all’ultima moda, che facevano il giro d’Europa a testimonianza e ad esempio dell’apprezzatissimo stile francese. Erano già nati Le Journal des Dames (1759), poi ribattezzato Le Journal des Dames et des Modes, e Le Cabinet des Modes (1785).

Le prime pubblicazioni italiane si diffusero fra Milano e Venezia, ispirate proprio da quelle francesi. Dopo il Giornale delle nuove mode di Francia e d’Inghilterra (Milano, 1786 -1794) e La donna elegante ed erudita (Venezia, 1786 – 1788), che proponevano alle loro lettrici bozzetti raffiguranti mode estere e brevi, brevissimi articoli, nacque nel 1804 a Milano il Corriere delle dame.

Nato da un’intuizione di Caterina Lattanzi, il Corriere delle dame non si occupava solo di moda: è probabilmente legato alla sua varietà il successo che, più di tutti, ottenne all’epoca. Moda, ma anche politica, cultura, attualità avevano spazio tra le sue pagine. Dal 1804 al 1874, periodo complesso per l’Italia, la rivista non mancò di registrarne ogni trasformazione, con un’impostazione filo-rivoluzionaria data fin da subito dalla fondatrice. Anche dopo la morte di Carolina Lattanzi (1818), l’attenzione per gli avvenimenti socio-politici dell’Italia si conferma inalterata. Durante il periodo risorgimentale, di cui Milano fu fervente protagonista, il Corriere delle Dame intensificò il proprio impegno nei confronti della cronaca cittadina e internazionale, proponendo sempre alle lettrici elaborati spunti di riflessione e un autorevole punto di vista critico.

Da allora la moda non solo è stata ed è al centro di riviste e periodici dedicati, ma occupa un importante spazio anche sulla stampa quotidiana generalista. La bellezza delle immagini, lo sviluppo del business, l’orgoglio nel settore del Made in Italy la rendono contenuto essenziale della comunicazione oggi.