Perché un articolo piuttosto che un altro

Cosa spinge un lettore a scegliere di leggere un determinato articolo piuttosto che un altro? Naturalmente – come avviene per la scelta di un libro, di un film, di uno spettacolo, di una trasmissione televisiva – ciascuno si farà guidare dalle proprie attitudini e, da decenni ormai, i giornali offrono una copertura totale di tutti i mondi: dalla politica alla cultura, dagli esteri alla tecnologia.

Molto ha a che fare anche con il lavoro che si svolge, con il settore di riferimento e con il ruolo occupato: il capoufficio stampa di un’azienda alimentare non solo dovrà tenersi informato sullo scenario d’appartenenza, ma dovrà approfondirne le tematiche principali.

Se alcune scelte del lettore, dunque, verranno effettuate in maniera “naturale” e “non indirizzabile”, altre possono essere “orientate”. La competenza e la diversità di una testata e di ogni singolo giornalista consistono proprio nel saper attrarre anche quei lettori che normalmente non sarebbero spinti dalle propensioni personali a leggere uno specifico articolo, su uno specifico tema.

– Il titolo è certamente il messaggio più immediato che arriva dal pezzo. Tocca al titolo, nella maggior parte dei casi, catturare l’attenzione del lettore. Infatti le testate più strutturate hanno in organico la figura del titolista, che ha un ruolo strategico fondamentale.

– Le immagini rivelano molto dell’articolo, anche quando la tematica non si presta a particolari fantasie fotografiche: in tal caso sarà necessario studiarne al meglio dimensione, posizionamento e contenuto in modo da suscitare l’interesse del lettore.

– L’attacco dell’articolo rivela la maestrìa del giornalista: anche pezzi economici e politici possono essere trasformati in veri e propri “gioielli” di stile. Frequentemente – e questo lo si ravvisa soprattutto nei pezzi di esteri e di cronaca – il giornalista utilizza la tecnica del reportage, narrando gli eventi in prima persona e aggiungendo i dettagli necessari adatti a rivelare l’umanità dei protagonisti.

Esempi di “pezzi d’autore” sono quelli di Dino Buzzati, che fu redattore e titolista del Corriere della Sera. Difficile per un qualunque lettore, sfogliando le pagine del giornale, non essere catturato da quei “racconti”.