“La gente della notte” ha casa a Data Stampa

Jovanotti scrisse “La gente della notte” nel 1991. Erano passati già dieci anni da quando Data Stampa era nata, eppure tra i mestieri cantati (“baristi, spacciatori, giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, padroni di locali, spogliarelliste, camionisti, metronotte, ladri e giornalisti, fornai e pasticcieri, fotomodelle…”) mancavano i “lettori”. Quello di Data Stampa è un mosaico di vite, prima ancora che un insieme di competenze specializzate. Dai più giovani – stagisti o universitari – ai lettori più esperti, arrivati 36 anni fa e cresciuti insieme alla società, che ne conservano e ne tramandano il know-how acquisito nel tempo. Il[…]

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Perché un articolo piuttosto che un altro

Cosa spinge un lettore a scegliere di leggere un determinato articolo piuttosto che un altro? Naturalmente – come avviene per la scelta di un libro, di un film, di uno spettacolo, di una trasmissione televisiva – ciascuno si farà guidare dalle proprie attitudini e, da decenni ormai, i giornali offrono una copertura totale di tutti i mondi: dalla politica alla cultura, dagli esteri alla tecnologia. Molto ha a che fare anche con il lavoro che si svolge, con il settore di riferimento e con il ruolo occupato: il capoufficio stampa di un’azienda alimentare non solo dovrà tenersi informato sullo scenario[…]

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Dal telegrafo al satellite: la storia delle telecomunicazioni

La modernità ebbe inizio con il telegrafo: quando nel 1837, in America, vennero trasmessi segnali con un codice punto e linea attraverso la prateria del Far West utilizzando un unico filo di rame sostenuto da pali in legno. Con l’invenzione del Telegrafo Morse, l’Impero Britannico riusciva a diffondere in tempo reale ogni informazione da Londra alle colonie, dal Canada all’Australia e all’India attraverso codici costituiti da punti e linee su strisce di carta. Arriva poi il telettrofono, padre del telefono, brevettato nel 1871 da Antonio Meucci. A partire dal 1881 sono i banchieri, gli agenti di cambio o le ferrovie a usare[…]

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“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”: Data Stampa innova il proprio logo

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” (Winston Churchill). Non sappiamo se la scelta sarà quella giusta. Non sappiamo quanto tempo sarà necessario, a noi e a voi, per riconoscerci in una forma nuova, a cui approdiamo oggi, dopo 36 anni. E certo i cambiamenti provocano timore. Come lo provocano un salto, un investimento, una scommessa, per quell’incertezza propria del futuro che ne rappresenta anche le potenzialità, l’attesa, la speranza. Il successo, magari. Data Stampa guarda al passato, alla propria storia, alla propria identità, e sceglie di “oltrepassare la linea” innovando il proprio logo. Un rischio, certo. Perché un logo è il[…]

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La Rete e i suoi linguaggi: le regole di un mondo apparentemente senza regole

“Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”. La frase, estrapolata, è di Federico Fellini, che di linguaggi e di rappresentazioni di vita e realtà di certo s’intendeva. A volerlo parafrasare e adattare al mondo della comunicazione, si potrebbe sicuramente sostenere che a linguaggi diversi corrispondono modelli differenti di comunicare. Se si considerano come “vecchi” i tradizionali strumenti quali la radio, i giornali, perfino la televisione, allora si dovrà considerare come “nuovo”, almeno “rinnovato”, il linguaggio del web, che corrisponde appunto a una nuova “visione della vita” e dell’informazione: rapida, spesso approssimativa, a colpo d’occhio, senza barriere temporali e[…]

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