L’INTERVISTA. DAL FATTO AL LETTORE SENZA ALCUN FILTRO.

L’intervista, in un giornale, come il dialogo all’interno di un testo narrativo: un botta e risposta che deve necessariamente rappresentare il punto di snodo dell’informazione, che restituisca una notizia senza la necessità di decostruirla e ricomporla. E la notizia sta innanzitutto nella scelta della personalità da intervistare (che sia un politico, un personaggio dello spettacolo, il vertice di un’azienda) e successivamente nelle informazioni che verranno date. Ma realizzare una buona intervista non è compito semplice.

Quello che in essa cerca il lettore  – e quello da cui sarà catturato e convinto – sono l’esperienza, l’empatia, l’approfondita conoscenza dello scenario di riferimento cui il giornalista farà ricorso.

Per Leo Longanesi, fondatore di numerosi importanti quotidiani italiani già nel ventennio fascista,  “l’intervista è un articolo rubato”. Alberto Papuzzi, giornalista e autore di saggi, nel suo manuale “Professione giornalista” sostiene: “L’intervista è la forma di comunicazione giornalistica più tecnica, il caso più limpido in cui la notizia è ciò che ne fa il giornalista”. Mario Furlan, prima giornalista ora motivatore e formatore,  evidenzia che l’intervista “è un colloquio in presa diretta tra un giornalista e un interlocutore che lo ha accettato conoscendone gli scopi: rendere pubbliche le risposte”.

Sergio Lepri, direttore dell’agenzia ANSA dal 1961 al 1990, aggiunge: “E’ una definizione onesta, contraddetta però da alcuni modi in uso da qualche tempo e un po’ truffaldini: trasformando in intervista una conversazione casuale o una dichiarazione che viene interrotta dalle domande; oppure fingendo che sia intervista esclusiva al giornalista quella che in realtà è una conferenza stampa fatta con più giornalisti”.

A voler fare una sintesi, l’intervista è una notizia non filtrata, che arriva dritta al lettore e consente una lettura della realtà senza mediazione. Una lente d’ingrandimento: su un fatto e su un personaggio chiave.

Secondo Furio Colombo “l’intervista è lo strumento giornalistico più arrischiato e imperfetto; dovrebbe avere il ruolo che ha la chirurgia per la medicina: qualcosa a cui si ricorre se non ci sono altre soluzioni”.

Oriana Fallaci insegna che “in un’intervista, non sono le domande che contano ma le risposte. Se una persona ha talento, puoi chiederle la cosa più banale del mondo: ti risponderà sempre in modo brillante e profondo. Se una persona è mediocre, puoi porle la domanda più acuta del mondo: ti risponderà sempre in modo mediocre.”

E, per la stesura di un’intervista, Piero Ottone consiglia: “Non mettere mai fra virgolette, nei titoli, frasi diverse da quelle che sono state pronunciate”.