“La gente della notte” ha casa a Data Stampa

Jovanotti scrisse “La gente della notte” nel 1991.

Erano passati già dieci anni da quando Data Stampa era nata, eppure tra i mestieri cantati (“baristi, spacciatori, giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, padroni di locali, spogliarelliste, camionisti, metronotte, ladri e giornalisti, fornai e pasticcieri, fotomodelle…”) mancavano i “lettori”.

Quello di Data Stampa è un mosaico di vite, prima ancora che un insieme di competenze specializzate. Dai più giovani – stagisti o universitari – ai lettori più esperti, arrivati 36 anni fa e cresciuti insieme alla società, che ne conservano e ne tramandano il know-how acquisito nel tempo.

Il lavoro comincia prima dell’uscita dei quotidiani, quando le redazioni vanno a casa e le prime locandine cominciano a popolare le bacheche delle edicole. Ci si aggiorna e si comincia a distribuire il lavoro. Software sviluppati in house hanno sostituito il lavoro di “taglia e cuci”, il sistema suggerisce le parole-chiave di interesse, i lettori controllano, selezionano, “scandagliano” i giornali per evitare ogni buco.

Qualche ora, una staffetta ritmata e senza interruzione, fino all’alba.

Articoli incentrati, l’AD, il Ministro, il Presidente, il marchio, il settore: ciascun lettore ogni notte si confronta con il panorama dell’informazione nazionale ed estera. Ogni giorno vengono lavorati tra i nove e i diecimila articoli, dalla stampa locale a quella nazionale, a quella estera. Alle 7.30 le rassegne sono chiuse e consegnate, pronte alla consultazione.

“…e quando sorge il sole dire buonanotte. E leggere il giornale prima di tutti, sapere in anteprima tutti i fatti belli e brutti, di notte le parole scorrono più lente…” Jovanotti non lo sapeva, ma la sua “gente della notte” vive qui a Data Stampa, e sì, “la gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani