Fotonotizia, quando l’immagine dice tutto

Annunciamo un’importante scoperta fatta da Monsieur Daguerre, un metodo per fissare le immagini che si dipingono da sole dentro una camera oscura, in modo che queste immagini non sono il riflesso temporaneo dell’oggetto, ma la loro impronta fissa e durevole, che, come un dipinto o un’incisione, non ha più bisogno della presenza dell’oggetto. Per qualche centinaio di franchi i viaggiatori potranno presto procurarsi un apparecchio di M. Daguerre e riportare vedute dei monumenti più belli e dei più deliziosi scenari di tutto il mondo”.

Il testo è estratto dall’annuncio che il 6 gennaio 1839 la Gazette de France pubblicò: nasceva la fotografia. Bastarono pochi anni per comprendere quanto questa nuova arte potesse sconvolgere l’idea stessa di informazione, quanto potesse contribuire al racconto dei fatti, alla sua oggettività, al superamento dello spazio fisico-temporale di una notizia, all’emozionalità, alla compartecipazione. E tuttavia, i giornali se ne tennero lontani, per ragioni di tipo comunicativo ed economico. Il 15 marzo del 1884 l’Illustrierte Zeitung di Lipsia pubblicava due fotografie utilizzando il processo della lastra incisa a mezzatinta. Dopo il 1890 comparvero un po’ dovunque delle riviste interessate a dare spazio alla fotografia. Ma è a partire dal 1920 che si affermano le riviste fotografiche, sebbene all’immagine era dato solo il collaterale compito di arricchire i fatti.

Con l’avvento del nazismo ’élite del fotogiornalismo europeo si dà appuntamento a Parigi. Nella capitale francese arriva il giovane ungherese Endre Friedman, noto con il nome di Robert Capa: nel 1937 Capa sarà inviato dalla rivista parigina Régards a documentare fotograficamente la Guerra Civile Spagnola. Comincia l’era del reportage. Nel 1947 Robert Capa, insieme ad altri fotografi, fonda a Parigi l’agenzia Magnum Photos, ancora oggi una delle principali agenzie fotogiornalistiche del mondo.

Con l’imporsi della televisione, diventa chiaro che l’immagine ha vita autonoma rispetto alla parola. Oggi è quasi del tutto inesistente la differenza tra la definizione di giornalista e quella di fotogiornalista, reporter e fotoreporter. Tutti i principali quotidiani del mondo pubblicano in prima pagina una fotonotizia, assegnando ad essa uno spazio spesso più ampio rispetto alle notizie scritte. Con la sua portata emotiva, l’immagine – dalla politica alla cronaca, dalle catastrofi ai cambiamenti epocali – non ha bisogno di alcun commento,  sufficiente una didascalia a corredo. E d’altronde, come dice Henri Cartier-Bresson, “la fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento”. Non necessita d’altro.