Forse molto, troppo rumore per 2000 euro

Forse molto, troppo rumore per 2000 euro

E’ di ieri la sentenza del Tar del Lazio secondo cui “è confermata l’aggiudicazione a Data Stampa della gara al massimo ribasso per l’affidamento del servizio di Rassegna stampa Nazionale e Web e Social indetta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato”. La decisione arriva a seguito del ricorso della società L’Eco della Stampa, cui era stato assegnato provvisoriamente l’appalto. Provvisoriamente perché, dopo il consueto periodo di prova, il servizio è stato sospeso, dietro motivazione che “l’obiettivo programmato non è stato raggiunto”.

In particolare, si legge nella sentenza del Tar che “si sono rilevate diverse criticità”: “mancata clusterizzazione della notizia mediante aggregazione di fonti mediatiche tradizionali e canali web e social network; inadeguato monitoraggio della viralità; mancato monitoraggio rispetto a due notizie di sicuro rilievo per la S.A. nonostante L’Eco della Stampa fosse stata informata previamente dell’importanza del monitoraggio”. In pratica, si legge ancora: “L’esecuzione del servizio, sottoposto al test di verifica che la legge di gara prevedeva, ha dimostrato inadeguatezze e difformità non secondarie rispetto ai requisiti del servizio come legittimamente prescritti da clausole espresse dal capitolato”.

In pratica, L’Eco della Stampa ha vinto per un canone di soli 2000 euro in meno rispetto a quanto proposto da Data Stampa, ma, alla prova dei fatti, il servizio si sarebbe rivelato non all’altezza di quanto richiesto dal bando, verosimilmente perché – come si deduce dall’intera sentenza – è assicurato esclusivamente da macchine e tecnologia. Per 2000 euro in più Data Stampa offre uomini, competenze, esperienza, copertura h24, affidabilità, completezza, oltre a strumenti adeguati.
Eppure, troppo spesso succede che 2000 euro decidano le sorti di un bando e, cosa più grave, inficino il lavoro di comunicazione di istituzioni ed enti pubblici.
Una riflessione va fatta, chiedendosi se davvero il gioco vale la candela. Un servizio che costi 2000 euro in meno ma che non riesca poi a garantire affidabilità e completezza rappresenta davvero un risparmio? Oppure richiederà in seguito interventi, aggiustamenti, integrazioni, supplementi, dunque nuovi e più alti costi?

 

La sentenza: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=YQIJIGLFTVFVQJ77H7PKVUS5H4&q=201610283