DALLE SOFFITTE ALLE TV PRIVATE: COME CAMBIANO TV E SOCIETA’

A metà degli anni Sessanta, nei sottoscala e nelle soffitte di alcuni tele-appassionati, hanno inizio i primissimi esperimenti di televisioni private. Bisognerà tuttavia attendere qualche anno, quando con la nascita di TeleBiella, fondata dall’autore Rai Peppo Sacchi che conobbe la tv via cavo in un viaggio in Svizzera, esplose il fenomeno della televisioni libere private. Il governo reagì con il D.P.R n. 156 del 29/3/1973, tentando di unificare in una sola categoria tutti i mezzi di comunicazione a distanza, rendendo illegali le emittenti private, e disponendone la immediata disattivazione. Ma TeleBiella condusse la propria battaglia, in nome dell’informazione libera patrimonio di tutti: nel 1974 una sentenza della Corte costituzionale legittimò l’esistenza della televisione via cavo e, due anni dopo, con un’altra si autorizzarono le trasmissioni via etere purché di ambito locale.

La strada era ormai spianata per la nascita delle emittenti private. Il decennio successivo segnò il successo delle reti di Silvio Berlusconi. E’ il 1980 quando  TeleMilano viene trasformata in capofila del network nazionale Canale 5. Il circuito PIN (Primarete Indipendente del gruppo Rizzoli) manda in onda il primo telegiornale nazionale privato: Contatto, diretto da Maurizio Costanzo. Per “reggere il confronto” con la tv del servizio pubblico, il nuovo editore televisivo privato costruisce un polo a tre reti: a Canale 5 si affiancano Italia 1 (acquisita dall’editore Rusconi nel 1982) e Retequattro (acquisita dall’Arnoldo Mondadori Editore nel 1984). La legge Mammì del 1990 ha sancito il duopolio RAI-Fininvest con tre reti a testa ed ha autorizzato le reti private all’interconnessione, ovvero alla trasmissione di programmi in diretta.

Dagli anni ’80 cambia la tv, dunque. E cambia la società. Spopolano i cartoons, le serie per ragazzi, i quiz televisivi eccessivamente accessibili, le telenovele, lo sport si fa intrattenimento, le soap opera,le sitcom. La tv si fa generalista e riesce a catturare tutte le fasce d’età con programmi mirati e accattivanti, copre l’intera giornata senza più spazi vacanti. Non c’è più il concetto di attesa. Intrattenere diviene la nuova missione dello schermo, tutti i confini vengono travalicati.

Si creano i presupposti per la nascita della pay-tv e delle tv all-news.