Dal telegrafo al satellite: la storia delle telecomunicazioni

La modernità ebbe inizio con il telegrafo: quando nel 1837, in America, vennero trasmessi segnali con un codice punto e linea attraverso la prateria del Far West utilizzando un unico filo di rame sostenuto da pali in legno. Con l’invenzione del Telegrafo Morse, l’Impero Britannico riusciva a diffondere in tempo reale ogni informazione da Londra alle colonie, dal Canada all’Australia e all’India attraverso codici costituiti da punti e linee su strisce di carta.

Arriva poi il telettrofono, padre del telefono, brevettato nel 1871 da Antonio Meucci. A partire dal 1881 sono i banchieri, gli agenti di cambio o le ferrovie a usare intensamente i primi servizi telefonici: il telefono era considerato un telegrafo parlante”, più rapido e comodo dell’apparecchio inventato da Morse, e gli abbonati potevano comunicare solo con utenti della stessa rete urbana.

E tuttavia, la nascita delle Telecomunicazioni viene fatta coincidere con l’invenzione della Radio ad opera di Guglielmo Marconi, giovane bolognese che, nel 1885 nella tenuta paterna di Villa Griffone a Pontecchio di Bologna, riuscì a trasmettere alla distanza di circa due chilometri un segnale radio ricevuto al di là di una collina. L’invenzione della radio modernizzò l’intero sistema mondiale, consentendo trasmissioni senza necessità di collegamenti fisici materiali spesso impossibili. La radio “moderna” – quell’oggetto capace di trasmettere in ogni angolo del mondo voci e suoni – fa la sua apparizione nel 1919 negli Stati Uniti grazie a John Flaming, che inventò le valvole atte a captare le oscillazioni delle onde sonore e ad amplificarle. Il successo è immediato, le potenzialità infinite.

È del 1935 la nascita del Radar, che segnò una data di importanza sia storica che militare determinante durante il secondo conflitto mondiale, anche per la navigazione marittima ed aerea. Il Laser, le fibre ottiche, i fotodiodi, i fototransistor hanno poi consentito dagli anni ‘70 in avanti l’uso di collegamenti in fibra ottica e quindi a larga banda in tutto il mondo.

Il 4 ottobre del 1957 l’Unione Sovietica lancia nello spazio il primo satellite, lo Sputnik. La storia dei satelliti di comunicazione comincia sull’onda della “corsa agli armamenti” della Guerra Fredda. Il primo satellite destinato ai collegamenti televisivi, il Telstar, fu lanciato il 10 luglio 1962 e fu in grado di collegare le due stazioni a terra, in Usa e in Inghilterra, per 27 minuti a ogni passaggio. La mattina del 13 dicembre 1962, fu la volta di Relay I, ben impacchettato dentro un razzo spaziale Thor Delta pronto al lancio da Cape Canaveral, in Florida. Mai un satellite americano aveva trasmesso segnali telefonici e televisivi (video e suono) tra le due sponde dell’Oceano Atlantico.  Relay I soddisfò tutte le aspettative, testando le comunicazioni transoceaniche: trasmise perfettamente dagli States alla Gran Bretagna la cerimonia in cui Winston Churchill ricevette la cittadinanza americana, fu il primo satellite a realizzare una trasmissione transpacifica tra Giappone e Usa, nel novembre del 1963. E, pochi mesi prima del “ritiro”, permise all’Europa di assistere alle Olimpiadi di Tokyo del 1964.