DAL TAKE D’AGENZIA ALLA RASSEGNA STAMPA: LA VITA DI UNA NOTIZIA

Prima di essere una pagina di giornale sulle scrivanie degli uffici stampa, una notizia è tante cose.

E’ prima di tutto un fatto da intercettare. Con le tecnologie attuali, con il dilagare dei social network, con la connessione sempre a portata di click, consentire a un fatto di entrare nel circuito delle notizie è ormai un’ovvietà. Eppure, il percorso “ufficiale” che una notizia compie è ancora oggi sempre lo stesso. Perché il mestiere di giornalista si è evoluto, ha allargato i suoi confini, si è “sdoganato”, ma mantiene costanti i suoi caratteri ontologici. E’ il giornalista, infatti, con la propria sensibilità e la conoscenza del tessuto di informazioni che possiede, che coglie la notiziabilità di un avvenimento, gli dà il “via libera” e lo trasforma in un take, immettendolo nel flusso di lanci d’agenzia a cui ogni redazione – nazionale e non –  possiede ormai almeno un collegamento. Ansa, Adnkronos, Agi, Radiocor, 9colonne, LaPresse, Askanews, Italpress, Omniroma, Il Velino sono solitamente il primo passo verso la pubblicazione. La prima forma di giornalismo, la più “pura” probabilmente, tanto che Giovanni Floris dice che “il giornalismo di agenzia è quello forse più vero e divertente, quello dove vivi a contatto diretto con la fonte e dove scopri la bellezza della Notizia”.

All’interno dello scorrere incessante dei titoli, le redazioni selezioneranno quelli da portare sul tavolo della riunione di redazione. Le notizie solo accennate dalle agenzie saranno da questo momento ulteriormente selezionate, analizzate, destrutturate, scomposte, lette da diversi punti di vista, in base alla linea editoriale del giornale e al valore attribuito. Le dichiarazioni, i comunicati stampa, le cronache e le testimonianze di cui i take si compongono in maniera disordinata iniziano a diventare notizie di apertura, di spalla, box, fotonotizie, trafiletti, approfondimenti, intere paginate, lanci in prima. Il “lavoro di cucina” è pronto, pronto per essere naturalmente aggiornato ogni qualvolta la notizia si arricchisce di nuovi dettagli: scoop della testata, dettagli raccolti dal giornalista o nuovi lanci d’agenzia.

Quando il giornale è in edicola, la notizia diventa ancora altro: take, articolo, rassegna stampa.

In base alle richieste dell’ufficio stampa – parole chiave, argomento di interesse, scenario di riferimento – di un particolare Ente/Azienda/Istituzione/Personaggio, ogni pezzo viene letto, evidenziato, selezionato, associato, assegnato. Un’ulteriore “scrematura” tra le infinite e incessanti informazioni trasmesse. La rassegna stampa è l’ultima tappa di un circuito che gli operatori della comunicazione provano a gestire quotidianamente, a “governare”, a “sovrastare”.

La lettura del giornale è la preghiera del mattino dell’uomo moderno”. Ogni ufficio stampa, però, sa che addirittura prima di aprire i quotidiani dovrà sfogliare la propria rassegna stampa.