Da Telethon a Mentana: maratona in tv

Era il dicembre del 1990. In conduzione c’erano Pippo Baudo e Gianni Minà. Sul “treno” Nino Frassica e Maria Teresa Ruta. Era la prima maratona televisiva che l’Italia ricordi, lunga 30 ore, lunga fino ai giorni nostri. Di solidarietà, per la raccolta fondi a favore della ricerca. La maratona Telethon si ripete da allora, con numeri che rappresentano un successo di pubblico e di finanziamenti.

Per decenni la parola maratona è stata associata alla Fondazione Telethon e successivamente, per similitudine, a tutte le trasmissioni televisive legate alla solidarietà. Dirette, testimonianze, interviste, collegamenti no stop da ogni parte d’Italia, ospiti chiamati ad alternarsi davanti allo schermo, in un flusso senza interruzioni tra realtà e spettacolo.

Una sorta di antenato delle tv all news, dove l’informazione riempie interi canali ripetendosi in cantilene senza pausa, con aggiornamenti ed edizioni anche notturne. Sky tg 24 nasce nel 2003, una rivoluzione.

Gli esperimenti, riusciti – della Maratona Telethon e delle tv alla news – non potevano certo lasciare “indifferente” la tv generalista. Una corsa all’informazione: la notizia sempre in primo piano, sviscerata in ogni suo dettaglio, analizzata a più voci, in più tempi, ricostruita, smontata, ricomposta. Dalla cronaca allo spettacolo, dalla religione alla politica (naturalmente). La Rai e Mediaset hanno per decenni coperto gli eventi più significativi per il Paese con lunghi Speciali a cura dei Tg o di redazioni specifiche (si pensi a Porta a Porta e a Matrix). E però non bastava, non è stato sufficiente.

Nel 2010 approda al Tg La7 il suo nuovo direttore: Enrico Mentana. I social cominciavano a fare il loro ingresso sulla scena della comunicazione. Facebook era già amato dai più giovani, Twitter conquistava gli osservatori e gli analisti politici e i politici stessi. Il mondo cambiava in quegli anni.

Il 24-25 febbraio 2013 l’Italia fu chiamata alle urne. Dai risultati elettorali, nessuna delle coalizioni ha ottenuto una vittoria netta: un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane.

Ore 12.15: Enrico Mentana inizia la sua prima Maratona su La7. In diretta venivano commentati in studio i risultati elettorali in collegamento con il Viminale, trasmesse le dichiarazioni dei più importanti leader politici, intervistati in diretta politici e cittadini dai Comitati dei partiti. Ore e ore di diretta, il palinsesto si adegua alla nazione, la politica passa – ancor di più – dalla tv.

Nulla da allora è rimasto uguale. La “maratona Mentana” è diventata un vero e proprio format, diventando l’appuntamento fisso di telespettatori, politici, osservatori, analisti. Si fa informazione e si crea informazione in studio: politica interna, esteri, cronaca, i principali eventi mondiali e nazionali. Non è il tg delle all news, non è spettacolo nella sua forma classica: è una nuova forma di approfondimento, un nuovo confine. E i social seguono Mentana commentandolo, e Mentana segue i social commentandoli: le maratone diventano temi discussi in Rete, hashtag seguitissimi, meme riproposti per giorni.

Enrico Mentana ha tracciato la strada, e oggi non è più il solo a “organizzare” maratone in tv. Praticamente ogni canale ne organizza una per i più importanti appuntamenti. Una gara, una corsa, staffette e accelerazioni: ma la solidarietà non è più al centro.