COMUNICAZIONE DI SUCCESSO QUANDO VISUAL RACCONTA UNA STORIA

A insegnarlo sono stati addirittura i primitivi. Ancor prima dei suoni, delle parole, prima della poesia e dell’epica, a raccontare storie – da quelle quotidiane alle più complesse – sono state le immagini.

A confermarlo è l’era del digitale, dell’informazione pervasiva e invasiva, i ritrovati dei giorni nostri. Il Visual Storytelling non è dunque un concetto nuovo: il racconto di Stories solamente attraverso immagini e video. Il Visual Storytelling come strategia di marketing e comunicazione, che consente a un brand di consolidare il rapporto con i propri fruitori, a un marchio di associare prodotti a sistemi valoriali, a un personaggio pubblico/partito di rendere esplicita la propria narrazione del mondo.

Dopo il mondo della pubblicità – che nella maggior parte dei casi necessita però anche di altre forme espressive -, sono i social il settore in cui il Visual Storytelling viene maggiormente utilizzato proprio perché le immagini, più delle parole, suscitano maggiore empatia e riescono, dunque, a rafforzare o creare nuovo engagement. Innescare emozioni forti nell’utente è l’obiettivo principale del Visual Storytelling: la strategia che ne è alla base, infatti, è farsi pubblicità senza fare pubblicità, ma trasferendo ai propri “seguaci” un pezzo di sé, dei propri valori, della propria storia, della propria quotidianità, soprattutto la personalità del proprio brand. Maggiore sarà questa capacità di rappresentazione, maggiore sarà il successo.

Una storia serve a far parlare di sé, costruisce riconoscibilità. L’utente si ricorderà più facilmente di un marchio, perché una storia crea un legame forte con il cliente, lo rende più vicino, può creare un rapporto di fiducia, di familiarità, più intimo.

Gli articoli con immagini ottengono il 94% di visite in più rispetto a quelli solo testuali. I post/messaggi/tweet con un video triplicano le probabilità che l’utente segua il link. E’ stato dimostrato che il 90% delle informazioni inviate al cervello è di tipo visivo, e che le immagini vengono acquisite dal nostro cervello 60.000 volte più velocemente del testo. L’ascesa di Social come Vine, Instagram e Pinterest, la potenza e la diffusione di YouTube, gli sforzi di Facebook e Twitter per aggiungere elementi visuali alle loro piattaforme fanno comprendere come oggi ci sia un rapporto diretto e imprescindibile tra visual e successo della comunicazione. La regola è innanzitutto creare sempre un vero e proprio “storyboard”, come avviene per gli spot pubblicitari, con la pianificazione dettagliata nell’utilizzo delle immagini (didascalie e testi), la sequenza, la narrazione, l’intreccio, il copione, i ruoli definiti, senza dimenticare l’obiettivo: storie brevi, piccoli “capolavori”, pillole “cinematografiche” divertenti o educative.

La progettazione e produzione di contenuti visuali, insomma, sta acquisendo un ruolo sempre più strategico sia nel marketing che nella comunicazione istituzionale e pubblica d’impresa. Questo scenario è caratterizzato da una presenza sempre più pervasiva di contenuti visuali e da una netta diminuzione dell’attenzione che il pubblico può rivolgere agli stessi. Si creano due forze contrapposte che devono essere equilibrate dai professionisti della comunicazione e il visual storytelling è proprio la risposta a questa esigenza.