Come parlano i giovani sui social

In principio furono gli SMS, nel 1993. Fu poi la volta di Messenger nel 1999, di My Space e Skype nel 2003. Nel 2004 nasce Facebook, destinato dopo 15 anni a colonizzare pc, smartphone e giornate di milioni di utenti. E ancora Twitter, Instagram, Pinterest.

E’ la breve storia dei social network, dalla fase embrionale alle più complesse versioni moderne, che cambiano non soltanto i concetti di distanza e simultaneità, ma trasformano i rapporti, le modalità di approccio, gli scambi interpersonali, i focus degli incontri, le modalità comunicazionali. Il linguaggio.

Quello dei giovani naturalmente, di allora come di oggi. Le sigle e le abbreviazioni, innanzitutto: per risparmiare secondi, per accorciare i tempi di dialogo, per “arrivare prima” all’altro. L’uso di suffissi giocosi; l’utilizzo di termini metaforici; l’enfasi; l’uso dell’indicativo invece del congiuntivo (a sottolineare che il tempo da vivere è il presente, senza se e senza ma); ridondanze; ricorso a vocativi marcati e a parolacce; aggressività; moralismi: inferenze e sottintesi condivisi, che consentono il successo della comprensione pur non essendo formalmente decodificati.  Il livello di italiano su cui si innesta il linguaggio giovanile è certamente l’italiano colloquiale, arricchito però da forme dialettali che diventano d’uso “nazionale” e da termini recuperati dalle lingue straniere. Spesso sui social sono messe al bando le regole grammaticali, di punteggiatura e di ortografia, senza che la cosa susciti particolari clamori.

Il linguaggio dei ragazzi di oggi in Rete non prescinde naturalmente dalle immagini: la fotografia, i video, le cosiddette “storie” stanno sempre più affiancando o addirittura sostituendo la parola. Perché “l’hic et nunc” diviene ancora più marcato. E tuttavia, secondo numerosi studi linguistici, non saremmo di fronte a un impoverimento della lingua, ma a un’evoluzione costante e creativa di essa.

La sociolinguista Vera Gheno, nel suo saggio “Social-linguistica”, parla di e-taliano: “L’italiano digitato è un arricchimento linguistico e culturale, rappresenta l’adattamento della lingua a uno specifico mezzo, ma non può essere l’unico tipo di italiano conosciuto dalle persone”.