La Rete e i suoi linguaggi: le regole di un mondo apparentemente senza regole

“Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”. La frase, estrapolata, è di Federico Fellini, che di linguaggi e di rappresentazioni di vita e realtà di certo s’intendeva. A volerlo parafrasare e adattare al mondo della comunicazione, si potrebbe sicuramente sostenere che a linguaggi diversi corrispondono modelli differenti di comunicare. Se si considerano come “vecchi” i tradizionali strumenti quali la radio, i giornali, perfino la televisione, allora si dovrà considerare come “nuovo”, almeno “rinnovato”, il linguaggio del web, che corrisponde appunto a una nuova “visione della vita” e dell’informazione: rapida, spesso approssimativa, a colpo d’occhio, senza barriere temporali e[…]

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Tempo di crisi: come comunicare in pillole

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, dice un famoso detto. Vale nella vita, quanto vale nella comunicazione. E’ nella gestione della crisi, infatti, che si testa l’efficacia di un management e dell’ufficio stampa di Enti/Aziende/Istituzioni. E’ nei momenti di rischio massimo, durante i quali il prestigio e la credibilità del soggetto in questione vengono messi alla prova, che si misura il valore di quel soggetto. Alcune utili pillole: – Prevenire, come sempre, è la maniera migliore per evitare un problema: è consigliabile effettuare un’approfondita analisi della vulnerabilità dell’azienda/Istituzione, stilando una lista dei punti deboli, così da[…]

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Come parlano i giovani sui social

In principio furono gli SMS, nel 1993. Fu poi la volta di Messenger nel 1999, di My Space e Skype nel 2003. Nel 2004 nasce Facebook, destinato dopo 15 anni a colonizzare pc, smartphone e giornate di milioni di utenti. E ancora Twitter, Instagram, Pinterest. E’ la breve storia dei social network, dalla fase embrionale alle più complesse versioni moderne, che cambiano non soltanto i concetti di distanza e simultaneità, ma trasformano i rapporti, le modalità di approccio, gli scambi interpersonali, i focus degli incontri, le modalità comunicazionali. Il linguaggio. Quello dei giovani naturalmente, di allora come di oggi. Le[…]

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“Governare” le informazioni: come scrivere un comunicato stampa

Il destinatario finale: il giornalista, non il lettore. Il contenuto: mirato. Lo stile: sobrio. Sono principalmente queste le caratteristiche che un buon comunicato stampa deve possedere, che sia per il web o per la carta stampata, che annunci eventi, promozioni, premi, nuovi prodotti e servizi, vendite, attività politiche. Le vecchie cinque “W” care al giornalismo di strada sono essenziali per un comunicato: le informazioni, tutte, vanno inserite subito. L’obiettivo non è scrivere un articolo, ma fornire tutti gli elementi affinché i giornalisti possano scrivere il pezzo. E tuttavia sono da preferire i periodi corti, parole ben calibrate, pochi e selezionati[…]

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L’INTERVISTA. DAL FATTO AL LETTORE SENZA ALCUN FILTRO.

L’intervista, in un giornale, come il dialogo all’interno di un testo narrativo: un botta e risposta che deve necessariamente rappresentare il punto di snodo dell’informazione, che restituisca una notizia senza la necessità di decostruirla e ricomporla. E la notizia sta innanzitutto nella scelta della personalità da intervistare (che sia un politico, un personaggio dello spettacolo, il vertice di un’azienda) e successivamente nelle informazioni che verranno date. Ma realizzare una buona intervista non è compito semplice. Quello che in essa cerca il lettore  – e quello da cui sarà catturato e convinto – sono l’esperienza, l’empatia, l’approfondita conoscenza dello scenario di[…]

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